Io difendo Caruso dal linciaggio
Ramon Mantovani
Io difendo Francesco Caruso. Per tre motivi. 1) tutti sanno che un lavoratore con contratto a termine costretto a lavorare senza sicurezza non può, a meno che si possa permettere di essere licenziato (pardon, non avere il rinnovo del contratto) nel pieno rispetto delle leggi Treu e Biagi, denunciare agli ispettori del lavoro, al sindacato o ad altre istituzioni, il proprio padrone (pardon, datore di lavoro). Chi fa finta di non saperlo o, peggio ancora, vaneggia di legislazione sulla sicurezza e piange lacrime di coccodrillo sugli omicidi bianchi (pardon, incidenti sul lavoro) e non vuole toccare la precarietà (pardon, flessibilità) è complice. Caruso di questo parla e propone tutele per il lavoratore che denuncia la mancanza di sicurezza sul posto di lavoro al pari degli imprenditori (pardon, padroni) che denunciano il racket. 2) La parola assassini per Treu e Biagi e la cultura di demonizzazione dell'avversario sono, secondo me, sbagliate. Ma non sono un'idiozia o una cretineria, come sostiene Sansonetti. Sono una provocazione, una tecnica comunicativa. Che io non condivido perchè la considero subalterna e tendenzialmente individualista. Come gli "schiaffi umanitari a D'Alema" o la marijuana a Montecitorio. Sono chiavi per entrare nel circo massmediatico e per tentare di veicolare certi contenuti. Ripeto, io non condivido la "guerriglia comunicativa" di Caruso, e lui lo sa perchè ne abbiamo parlato. Ma vorrei che si discutesse seriamente con lui di questo senza paternalismi e scomuniche. In un osceno sistema informativo dove manifestazioni pacifiche di centinaia di migliaia di persone sono ignorate a meno che non si bruci qualche bandiera o sia spaccata una vetrina come si fa a comunicare? A "bucare" la cortina di silenzio che circonda inesorabilmente tanti problemi sociali? Devo dire che Caruso "buca" e io no.
segue a pagina 4
11/08/2007